il mio rapporto coi motori

La mia passione per i motori nasce da bambino, vedendo alla televisione le prime moto gareggiare su pista, che trasformavano la benzina in velocità e divertimento. Da quel momento, ho capito di aver trovato lo sport che più mi piaceva. Al compimento dei quattordici anni, ho ottenuto il consenso a prendere il patentino, nonostante mia madre fosse inizialmente contraria. Per fortuna è stata comprensiva nei miei confronti e ha cambiato idea. Con mio padre non c’è stato alcun problema, poiché, avendo avuto una moto anche lui da giovane, era felice per la mia passione. Dopo aver finalmente cominciato le lezioni per il patentino, mi misi con i miei genitori alla ricerca del mezzo. Sapevo già che tipologia di moto avrei scelto, quindi, restava solo da trovare qualcosa che rientrasse nel budget. Trovai, girando per concessionari con i miei genitori, un beta 50 blu e rosso in ottime condizioni, quasi pari al nuovo. Decidemmo di prenderlo e, da quel momento, passai alla pratica vera e propria. Inizialmente non sapevo nulla sul funzionamento della moto, sui comandi, su come partire, su come si cambiassero le marce e neanche su come fermarmi, così, incominciai a pensare di essere negato. Per fortuna ci fu mio padre a darmi una mano, ogni week-end andavamo in una zona chiusa al traffico dove mi insegnava a guidare. Dopo circa un mese tornai in quella strada a fare pratica, ma, o per la confidenza presa troppo in fretta o per l’inesperienza, caddi sul ghiaino mentre stavo facendo inversione. Andai nel panico, non sapevo cosa fare, così la riportai indietro a spinta da mio papà e, dopo aver constatato i danni, decidemmo di tornare a casa. Il giorno dopo andammo nuovamente a fare allenamento. Arrivò presto il momento dell’esame di pratica, fortunatamente, nonostante l’ansia, riuscii a superarlo e, il pomeriggio, andai a fare il primo giro da solo su un passo di montagna per festeggiare. Da quel momento iniziai ad affezionarmi parecchio alla moto, non fu più solo un mezzo per spostarmi, diventò qualcosa di più, qualcosa che neanche ora riesco a esprimere: la definirei quasi come un’emozione, un’emozione talmente forte da creare dipendenza. In futuro spero di poter andare almeno una volta in pista, così da migliorare le mie capacità, è un’esperienza che vorrei fare con mio padre, per poter passare del tempo insieme, facendo ciò che ci piace, visto che neanche lui ha mai avuto quest’opportunità ed è un suo desiderio da ormai molto tempo.

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