Il cambiamento climatico

 

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

 


Il giorno 22 aprile è stato istituito come la giornata mondiale della Terra nel 1970, in seguito ad una manifestazione americana a cui parteciparono più di 20 milioni di cittadini, svolta proprio nel 22 aprile. Le persone manifestavano in difesa della Terra, a seguito di una catastrofe ambientale nel 1969; infatti nel pozzo petrolifero della Union Oi, nel lago di Santa Barbara, ci fu una grande fuoriuscita di petrolio che ha inquinato il lago stesso.
 
La giornata della Terra quindi serve a celebrare l’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta. Questa data, naturalmente, non deve essere l’unica giornata nella quale si presta attenzione alle ripercussioni sull’ambiente delle proprie azioni, ma deve essere motivo di incentivo ad aiutare l’ambiente abitualmente tutti i giorni e di propagazione della reale influenza delle azioni umane quotidiane sul pianeta. Ma quindi perché è ancora necessario parlare di ambiente?
 
 



 
 
Ancora oggi molti confondono erroneamente il significato delle parole “clima” e “tempo atmosferico”. È necessario sapere la differenza tra queste definizioni in modo da poter comprendere a pieno il rischio del cambiamento climatico.
 

®  Il tempo atmosferico (o metereologico), più comunemente definito “meteo”, descrive le condizioni dell’atmosfera in un determinato istante di tempo. Per esempio: il giorno sabato 07/05/22 dalle ore 15 alle ore 16 ci saranno rovesci nel nord Italia. Le previsioni meteorologiche si occupano di diffondere informazioni sul tempo atmosferico di una determinata zona in determinato periodo di tempo. Le previsioni risultano sicure al 90-95% sulle 24 ore, attendibili al 60-70% i 2 e 3 giorni successivi. 

®  Il clima, invece, è una media del meteo osservato per lunghi periodi di tempo, solitamente su un intervallo di 30 anni. La Liguria ha un clima di tipo mediterraneo; caratterizzato da estati tipicamente secche ed inverni piovosi con temperature miti. Il mare contribuisce a determinare il clima, infatti il mare stesso trattiene il calore estivo accumulandolo e rilasciandolo poi durante il periodo invernale.

 
 
L’evidenza del cambiamento climatico deve quindi essere basato su studi svolti nell’arco di un lungo periodo di tempo. Naturalmente, qualora ci si imbattesse in un solo anno con delle temperature medie inferiori rispetto ad altri, non si può affermare con certezza la variazione del clima.



 
 La maggior parte dei fenomeni che influiscono sulla nostra Terra sono dovuti proprio al Sole. Il Sole riscalda il suolo che riemette le radiazioni con una diversa lunghezza d’onda. Le radiazioni riemesse dal suolo sono intrappolate all’interno dell’atmosfera terrestre. L’effetto serra, infatti, è un fenomeno naturale che permette di mantenere
una temperatura adatta alla vita delle specie viventi così come le conosciamo. Inoltre per il moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole e per l’inclinazione dell’asse terrestre si verificano le stagioni, variando in questo modo la quantità di energia solare su ogni luogo in base alla latitudine. Anche gli oceani influenzano il clima con delle correnti che spostano acqua calda dai tropici verso i poli e acqua fredda nel verso contrario.

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 Negli ultimi anni gli scienziati hanno calcolato la temperatura media annuale, rendendosi conto che l’aumento della temperatura non è costante. Dopo un primo aumento negli anni 50-60 si è osservato un calo delle temperature negli anni 70, tanto che la rivista “Time” pubblicò un articolo sull’ipotesi di un’imminente glaciazione proprio nel 1974. Tuttavia questa ipotesi venne scartata quando si osservarono nuovamente degli aumenti delle temperature e solo nel 1988 lo scienziato della NASA James Hansen annuncia apertamente la preoccupazione per un riscaldamento globale, collegandolo alle emissioni di gas serra. Le annate più calde però sono concentrate negli ultimi anni. Si possono ricordare come estati più calde quelle del 2016 e del 2020. Il clima sta cambiando non solo per fattori naturali come le eruzioni vulcaniche ma soprattutto per fattori antropici come le emissioni di gas serra dalle industrie.

Questo grafico, realizzato dalla NASA, rappresenta la temperatura globale della superficie terrestre negli ultimi 140 anni circa. Le barre blu rappresentano l’imprecisione. La linea rossa invece rappresenta la temperatura media, per comodità viene considerata una media delle temperature di ogni cinque anni. I pallini neri rappresentano le temperature annuali. Ci si rende conto molto facilmente di come la temperatura media sia aumentata circa un 1°C in soli 40 anni circa.

Molti affermano che il surriscaldamento sia dovuto in gran parte all’inclinazione dell’asse terrestre, che può essere tra 21° e 24°gradi, più l’asse è inclinato, più le temperature medie aumentano, perché i poli durante l’estate ricevono una quantità maggiore di energia solare. Attualmente l’inclinazione è di circa 23 gradi, quindi è vero, l’aumento delle temperature è in parte dovuto a questo fenomeno, ma ciò che preoccupa gli scienziati è l’aumento così tanto esponenziale in un frangente di tempo così piccolo.

Le conseguenze del riscaldamento globale riguardano anche i ghiacciai, in particolare le calotte polari. Dal 1979 queste ultime sono monitorate da dei satelliti. Lo scioglimento di queste grandi riserve di ghiaccio causa un aumento del livello del mare di circa 19 cm in 110 anni, che dal 1993 è arrivato a +3,4 mm/anno. Inoltre questo aumento di calore nell’atmosfera provoca fenomeni metereologici più intensi.

A questo link è consultabile la mappa creata dalla NASA riguardo allo scioglimento delle calotte polari, l’innalzamento dei livelli oceanici, l’aumento della concentrazione di CO2 e l’aumento delle temperature: https://climate.nasa.gov/interactives/climate-time-machine

PROXY (INDIRECT) MEASUREMENTS. Data source: Reconstruction from ice cores. Credit: NOAA: https://climate.nasa.gov/vital-signs/carbon-dioxide/

Questo secondo grafico indica la concentrazione di CO2 nel corso della storia della terra, attraversando addirittura gli ultimi 3 cicli glaciali. Si può osservare facilmente come il picco “naturale” sia arrivato a toccare le 300 parti per milione, circa 330.000 di anni fa. La concentrazione di CO2 nel 1950 era di circa 410 parti per milione. La vera preoccupazione è che il picco di 330000 anni fa è avvenuto in maniera più o meno graduale rispetto a quella del 1950. Un tale aumento è difficile da attribuire alla sola Terra, senza alcun tipo di influenza umana.
 


Nei rapporti dell’IPCC (l’ultimo è AR6 Climate Chance 2021) si capisce che qualora si riuscisse veramente a limitare il riscaldamento globale di 1,5°C entro il 2050 allora si riuscirebbe a evitare un processo irreversibile di auto riscaldamento del pianeta. Tutto dipende dalla quantità di gas serra che verranno emessi in atmosfera.

I gas serra accumulati nell’atmosfera sono ancora presenti e gli scienziati temono che le temperature saliranno ancora a causa di questi gas. È quindi necessario raggiungere e mantenere un valore pari a zero di CO2 e degli altri gas serra emessi dagli uomini. Bisogna quindi non solo ridurre le emissioni di CO2 ma tutelare le strutture naturali che assorbono i gas serra e crearne anche di artificiali.

 

ALESSIO MINUTOLI, IIT

SITOGRAFIA:

Elvidio Lupia Palmieri – Maurizio Parotto “Il Globo terrestre e la sua evoluzione” Edizione blu, seconda edizione

PowerPoint del prof. Cucinotta e della prof.ssa Sommella

https://ipccitalia.cmcc.it/ipcc-special-report-global-warming-of-1-5-c/

https://climate.nasa.gov/vital-signs/carbon-dioxide/

https://www.nasa.gov/

https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/speciali-scienze/conferenza-di-glasgow-cop-26/evidenze-riscaldamento-globale

https://aulascienze.scuola.zanichelli.it/speciali-scienze/conferenza-di-glasgow-cop-26/clima-e-fenomeni

https://www.ipcc.ch/report/ar6/wg1/

https://youtu.be/cxrPQnwFXoU

https://www.earthdayitalia.org/CELEBRAZIONI/Earth-Day-Giornata-Mondiale-della-Terra

 Immagini:

https://www.ecoo.it

https://vocecontrocorrente./it

https://climate.selectra.com

 

 

 

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